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MailArt - Uno sguardo sull'arte moderna


MailArt - Uno sguardo sull'arte moderna

3 settembre ore 18,30 - 9 ottobre 2011
Villa Mazzarosa - Via delle Selvette, 255
Segromigno in Monte, Capannori - Lucca
Apertura: venerd́ ore 16,00 - 20,00
sabato ore 10,00 - 20,00
domenica 10,00 - 20,00
gli altri giorni su appuntamento
tel. 328 6948676


"C'era una volta la cartolina postale", che evoca un sentimento di stringente nostalgia e di rimpianto, poichè? ci ricorda l'inesorabile scorrere della vita, e da questo punto di vista il collezionismo si esprime nei termini di un atto esorcistico teso a cancellare la dimensione del divenire storico.
Le pagine di questo Catalogo ospitano delle testimonianze che coniugano al meglio l'agire artistico e la pratica del collezionismo frequentato da due uomini che dell'arte hanno fatto quasi un loro sistema di vita: Il primo si chiama Eraldo Di Vita, che fin dal 1946 ha raccolto, come quadrifogli nel grande prato della pittura, tutti questi documenti in tutto il mondo e il secondo è Giuseppe Ferro, che da grande amatore d'arte ha fatto proprie tali testimonianze per promuoverle e mostrarle al pubblico con questa mostra. Tutti questi lavori posseggono le autentiche e le autorizzazioni alla pubblicazione da parte delle Fondazioni, degli Archivi, dei parenti degli artisti e gli aventi diritto di tutti i pittori, a partire da Vedova, Music, Campigli, Rotella, Turcato, Novelli, Marino Marini, Bianco, Zavattini, Antonio Bueno, Paulucci, Chighine, Manzù, Ruggeri, Rognoni, Dorazio, Giò Pomodoro, Germanà, Uncini, Pascali, Minguzzi, Mattioli, Gallizio, Festa, Angeli, Mandelli, Oriani, Depero e decine di altri, italiani e stranieri.
Si tratta di un collezionismo che è profondamente cambiato: la cartolina postale direttamente affrancata è stata sostituita con appositi cartoncini, quasi tutti della misura di cm.14x21, con l'indirizzo del richiedente da un lato e lo spazio bianco dall'altro lato, che venivano inviati in busta chiusa all'artista, con preghiera di ritornarli con l'autografo e, magari, con un piccolo disegnino sul retro. Alcune volte l'operazione funziona, altre no, ma il mailarista non molla mai, insiste e arriva, come vedremo, anche al compromesso di un cambio merce. Infatti, quando il Di Vita, che è nato a Montecarlo di Lucca nel 1932, dopo essersi laureato in Scienze Economiche all'Università di Pisa, nel 1960 si impiega a Milano presso la Casa Discografica "La Voce del Padrone" in qualità di Capo Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni, inizierà la regalia dei dischi di musica classica, operistica, jazz e leggera ai pittori di tutto il mondo. Naturalmente i dischi sono acquistati dal Di Vita con lo sconto del cinquanta per cento. In questa maniera i rapporti migliorano grandemente, avvantaggiati anche dal fatto che il Di Vita, essendo anche giornalista, ha la possibilità di scrivere articoli per i pittori e di farli pubblicare sulle varie testate giornalistiche.
Nell'ambito della Mail Art, la cartolina artistica oltre che veicolare delle memorie grafiche, si dimostra un utile deposito di tracce di diversa natura. In primo luogo essa veicola delle scritture, dei pronunciamenti saturi di senso deputati a cementare delle relazioni m significative, a rinvigorire dei legami. Le cartoline ospitano inoltre dei segni di un transito. In esse è riconoscibile il luogo di partenza e quello di arrivo e in questo senso la cartolina si presta a metaforizzare sia il viaggio che il senso di libertà che questo porta con sè. C'è poi il passaggio di mano da un collezionista ad un altro e da questo punto di vista ogni collezionista è spinto a fantasticare sui transiti degli oggetti che è riuscito a raccogliere e, nel nostro caso, a curiosare nei luoghi dell'intimità altrui. Vi sono infine le referenze storiche garantite dalla timbratura del francobollo e delle eventuali tracce delle aggiunte che mano invadenti possono aver fatto durante i passaggi delle cartoline collezionate, un piccolo mondo intrigante e meraviglioso in un frammento di carta.
La Mail Art è stata definita come una forma di collezionismo non inferiore a quello normale, per amatori d'arte che desiderano entrare in possesso di un'opera unica, seppure di piccole dimensioni, dipinta a mano da artisti famosi o quantomeno emergenti in campo internazionale.
Storicamente, le radici della Mail Art risalgono al 1869, anno in cui l'Austria mette in vendita la prima "Correspondenz Kart", un cartoncino color crema di cm. 8,5x12,2. Come uscirono le prime cartoline fu subito collezionismo. L'evoluzione della Mail Art fu rapida in tutto il mondo e negli anni Sessanta, negli Stati Uniti, Ray Johnson ebbe la paternità del Movimento Mailarista.
Il mio libro: "Mailart - Il recupero della Memoria" nasce dal ritrovamento in una cassapanca nella soffitta della nonna paterna, nel 1946, di alcune cartoline collezionate dal fratello della nonna che riportano dei disegnini firmati da Modigliani, Matisse, Klee, Kandinsky, Macke, Fattori. Un incitamento della Maestra di scuola fu sufficiente a farmi continuare quella collezione e appassionarmi ad una ricerca che dura tutt'oggi. Decine di cataloghi per ricercare gli indirizzi degli artisti in tutto il mondo, centinaia di cartoncini, di buste per lettere, di francobolli (la mia paghetta settimanale era spesa per procurarmi questo materiale) e poi l'attesa trepidante del postino, ogni mattina, seduto sotto la buca delle lettere.
Cosa spinga un artista a rispondere ad uno sconosciuto che lo invita ad entrare nel circuito della Mail Art non è facile da capire. Al di là della sempre presente variabile "generosità", molti sono i fattori che garantiscono il successo dell"iniziativa. In certe contingenze pare operi il meccanismo psicologico - culturale evidenziato da M. Mauss, nel suo noto "Saggio sul dono". Per il grande antropologo francese, ogni dono comporta l'impegno ad un controdono, alla restituzione. S'innesca così una circolarità virtuosa, che può veicolare le cose più diverse. Nel mio caso, si regala per lo più seduzione e si risponde con la riconoscenza. Per la precisione, come abbiamo già detto, alcune nostre cartoline sono il risultato di una restituzione pittorica ad un "dono musicale".
Questa caratteristica rende il nostro scambio in qualche misura sacro. Tutto ciò si consuma per lo più all'insegna di un incontro fra due persone che non si conoscono, ma che si affidano ad una complicità fantastica. Un suggestivo mistero di conseguenza avvolge l'evento. Probabilmente è questo il cuore della Mail Art.
Per completare la collezione e la presente pubblicazione abbiamo scelto una forma di seduzione che chiama in causa il meccanismo del "prestigio genera prestigio". In altri termini, la possibilità di trovare spazio fra i nostri prestigiosi artisti internazionali è stata la molla che ha spinto gli artisti contemporanei che abbiamo contattato a produrci una piccola opera d'arte da includere nel nostro catalogo.
Una sottile complicità lega il collezionista ai suoi referenti, e viceversa. La sua incidenza è imponderabile. La sua profonda natura, inoltre, sfugge alle leggi della comprensione razionale. In fondo c'è qualcosa di magico e di misterioso in questo straordinario palcoscenico della cooperazione innescata dai bisogni del collezionista. Dare un nome a tutto ciò non importa. Quello che conta è che l'intraprendenza, la costanza del collezionista e la generosità dei suoi interlocutori, si sposino armoniosamente insieme per dare concretezza al più ambizioso sogno del collezionista di Mail Art: possedere un significativo frammento di storia dell'arte moderna e contemporanea.
Quando un artista si impegna a risponderci, accetta una sfida affatto banale: quella di impegnarsi nell'oneroso compito di dire qualcosa di significativo in un piccolo spazio. Nascono così delle intriganti miniopere d'arte, che esprimono spesso una vigorosa creatività e una straordinaria sintesi grafica. Nell'occasione, l'artista ci restituisce un prodotto pittorico riconoscibile come tale. Egli si pronuncia giocosamente in uno spazio avaro con dei prodotti pittorici che esprimono una rilevante valenza artistica.
Comunque, una collezione come quella pubblicata in questo catalogo è destinata a suscitare l'interesse dello storico dell'arte. Qualcosa di fiabesco sarà da lui riconosciuto in questa produzione. Il suo nostalgico sguardo lo porterà a ripensare ad un tempo nel quale la fattiva collaborazione che ci ha consentito questo lavoro era ancora possibile. Probabilmente, questo è destinato ad essere un collezionismo di frontiera. Domani, forse, le nostre collezioni d'arte potranno essere ammirate quasi esclusivamente via internet, attraverso il freddo schermo del nostro computer.

Eraldo Di Vita

OPERE
Cliccare sull'opera per ingrandirla.
Copertina del Catalogo Pagine interne
Antonio Bueno Alfredo Chighine
Roberto Crippa Gianni Dova
Gallizio Manzù
Marino Marini Gastone Novelli
Giulio Turcato Cesare Zavattini
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