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RUGGERO MAGGI
Gesto intellettuale e pensiero emotivo

La ricerca poetica ed artistica di Ruggero Maggi si basa sulla sperimentazione di ogni possibilità tecnologica attraverso l'utilizzo di elementi come laser, l'olografia, il neon insieme a materiali primari quali rocce, canapa, sabbia, terra.
Fra le installazioni olografiche: "Una foresta di pietre" (1988), presentata al Media Art Festival di Osnabruck (D) ed "Un semplice punto esclamativo" (1992), realizzata per la mostra internazionale di olografia alla Rocca Paolina di Perugia.
Fra le installazioni neon: "Morte caotica" ed "Una lunga linea silenziosa" (1993); fra le installazioni laser: "La nascita delle idee" (1993), presentata al Palazzo Re Enzo di Bologna ed al Museo d'Arte Contemporanea di San Paolo in Brasile, "Il grande libro della vita" ed "Il Peccatore casuale".
Dal 1973 si occupa di poesia visiva; dal 1975 di copy art, libri d'artista, arte postale; dal 1976 di laser art, dal 1979 di olografia, dal 1980 di X-ray art e dal 1985 di arte caotica sia come artista, con opere ed installazioni incentrate sullo studio del Caos, dell'entropia e dei sistemi frattali, fra cui "Caos/Caso" (1999), "Fractus" (2000), "Mucca caotica" e "Ar-rampicante" (2001), sia come curatore di eventi : "Caos italiano" 1998; "Caos - Caotica Arte Ordinata Scienza" 1999-2000; "Isole frattali" 2003.
Ha inoltre partecipato alla sedicesima Biennale d'arte di San Paolo e alla quarantanovesima Biennale di Venezia.
In aprile 2005 Ruggero Maggi partecipa ad un grande incontro di artisti di tutto il mondo al Delft Art World in Olanda, a maggio è alle prese con MIART a Milano, con un progetto dedicato all'11 Settembre, intitolato "Le Ombre del Silenzio".
L'opera di Ruggero Maggi, tesa e iperstimolante, pressata come sembra dal bisogno dell'artista di comunicare e di istituire relazioni, non esprime certo un senso quietistico e consolatorio, ma stimola a riflettere sulla precarietà delle cose, sulle loro e nostre forme e, magari, sulla loro e nostra impermanenza.
Il grande pubblico si domanda spesso cosa è l'installazione e che significato ha. Per il momento ci basti sapere che l'origine di tutti i significati sta nel rapporto che si instaura fra lo spettatore e le implicazioni delle installazioni stesse e che tutta la nostra vita è un'installazione creata da Dio (per chi crede) dal fato o da noi stessi (per chi non crede), come del resto ogni nostra azione diventa installazione, rituale e non, quando ci accingiamo a fare il Presepe o ad allestire l'albero di Natale, oppure ad imbandire un tavolo per la cena. Tutta la nostra vita, quindi, è un'opera d'arte la cui cornice è tutto ciò che ci circonda, quello che capiamo e ciò che non ci è dato comprendere.
Per questo esistono gli artisti e gli intellettuali: per aiutarci a comprendere.
Ruggero Maggi persegue una ricerca estremamente elementare da molti anni, riuscendo ad integrare arte e natura, arte ed esistenzialità, volumi geometrici e forme irregolari, funzionalità e piacere estetico.
Maggi è animato da un intenso caos creativo, nel bisogno di comunicare le sue idee con tutti i mezzi espressivi a sua disposizione (pittura, scultura, arte oggettuale e ambientale, installazione). Un lungo percorso dove, tuttavia, è sempre presente la componente poetica.
Poesia e spiritualità diventano il comune denominatore che rende unitario il lavoro di Ruggero Maggi, così fantasioso ed eclettico.
L'artista non cessa mai di riflettere sui mutevoli processi mentali dell'uomo di fronte all'effimero e alla transitorietà della vita urbana contemporanea. Maggi non disdegna anche di studiare il lato scientifico dell'arte, perchè come diceva Beuys: "L'arte è la scienza della libertà".
Il significato dell'installazione prende anche forma per il fatto che da più parti si celebra il funerale della pittura e della storia dell'arte e il libero pensatore, l'operartore artistico, scevro dai fardelli della storia e conscio della sua autonomia, può finalmente esprimersi senza gioghi.
Mentre il pittore, nell'esecuzione dei suoi quadri, opera in conformità a determinate leggi e in relazione alle richieste di mercato, l'operatore artistico, come Ruggero Maggi, segue una propria linea intellettuale e tende a relazionare con il suo pubblico, cercando di imporre le sue idee, di individuare i "desideri e le aspirazioni" (vedi "Tempora", installazione presso la Fondazione Peano di Cuneo - 2004), la crisi di identità (Vedi "Doppio singolo", installazione all'interno della rassegna Bologna Flash Art Show) o l'avvicinamento della scienza alla sociologia e alla psicologia (Vedi "Confine Mobile", installazione presso l'Archivio Storico di Lodi, all'interno dalla manifestazione "ContemporaneaMente 2004") e il dialogo fra il mondo dell'arte e quello della Realtà (Vedi "Omeoarte" - Trentasei artisti italiani interpretano l'Omeopatia - Nobile Collegio Aromatariorum di Roma 2004).
Le opere di Maggi pongono l'artista stesso all'interno di più ampie relazioni sociali, dove tutti dovrebbero partecipare a una realtà e a una cultura generale.
L'arte, del resto, è sempre stato questo: una tradizione dei frammenti smarriti e ritrovati e messi a disposizione della società, che dovrebbe sostenerla e custodirla.
L'attività artistica di Ruggero Maggi è segnata dalla compenetrazione di diverse forme di linguaggio: l'ordine e il disordine, il pensiero e l'ironia, l'intelletto e l'azione.
L'artista riesce, appunto, a compenetrare la vita in una visione organica, a recuperare l'unità dal caos, l'individualismo dalla massificazione.
I materiali usati e la loro simbologia sono il nucleo forte dell'opera dell'artista milanese, che deve sempre cercare un ponte per trasformare una negatività in qualcosa di positivo e poetico.
Maggi crea situazioni capaci di suggestionare senza eccedere e lo fa con gesto intellettuale, con rispetto e pensiero emotivo, utilizzando materiali di uso comune, non ricercati e che sono diventati il suo"marchio di fabbrica".
Ruggero Maggi riesce con facilità sbalorditiva a sostituire gli elementi statici della pittura e della scultura, con l'energia dinamica racchiusa in qualsiasi oggetto, anche il più banale (come dice Maria Laura Gelmini: "...la sua idea rende comprensibili concetti complessi"), oppure servendosi della tecnologia come ribellione ad un mondo sempre più tecnologizzato e con la tecnologia stessa ha saputo creare una poetica tutta sua che parla alla sensibilità dello spettatore e riversando sulle opere gran parte di sè stesso: "Un pezzetto di anima di ciascun artista pervade ogni proprio lavoro e forse ogni lavoro rimane stagnante nell'anima della propria spiritualità", dice Ruggero Maggi nell'introdurci nel suo sito internet www.ruggeromaggi.it.

Eraldo Di Vita  
OPERE
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Esterno Visione d'insieme...
O.G.M. Ar-rampicante
Tavolozza cibernetica Morte caotica
Estrada dos chaos L'arco della luna
Interno suono Left = Right
Massa critica da "Confine mobile"
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