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L'Arte Totale di Fedele Boffoli

Dopo aver sperimentato la critica artistico-culturale, nel 1997 fonda il Cenacolo "Arte intuitiva", divenuto poi "Movimento A.I", realizza il Manifesto programmatico del gruppo e numerose schede in tema di Estetica, interpretando e formalizzando il "Foto Teatro Didascalico" (rappresentazione e percorso in sintesi circolare di teatro, fotografia e didascalia, in collaborazione con Maria Grazia Semeraro) quel circolo intellettuale che riprenderà in pittura con i suoi famosi "Vortici".
Arte pittorica, teatrale e fotografica intellettualistica si mescolano tra loro in uno splendido cocktail di novità artistiche.
Fedele Boffoli frequenta, forse inconsciamente, la "cultura alta", sia essa filosofia, poesia, letteratura, teatro o pittura; un "petit Leonardò" del nostro tempo, con l'entusiasmo della sua generazione, la determinazione e la consapevolezza di saper scegliere.
Come se non bastassero le sue precedenti intuizioni, Boffoli intraprende l'Alchemical Dress Painting (pittura su abito indossato) integrando la Body Painting (pittura del corpo di Dalì ed altri), realizza lo stile per la linea gadgets del Movimento Arte Intuitiva (abiti, felpe, magliette, borse, quaderni di poesia e immagine) e fa la regìa di infinite manifestazioni su un suo progetto formativo dal titolo "Culturspazio Spettacolo".
Mi hanno affascinato i suoi "vortici" e le sue "onde" colme di forza (quella della natura), di movimento, di energia, di luminosità, di un "incontro divino fra cielo e mare". L'intensità emotiva delle opere di Boffoli assegnano a questo giovane artista un posto accanto ai grandi trascendentalisti (soprattutto per la filosofia sull'Essere e sul fare). Boffoli è uno di quelli che hanno inventato un "nuovo processo linguistico" operativo nell'arte (pittura, fotografia, performance); uno di quei nuovi artisti (rari) che non si preoccupano solo di creare immagini spattacolari, ma anche dell'analisi culturale che condurrà verso un coraggioso, nuovo mondo di "Verità immaginativa e simbolica", come una sorta di "Rinascimento".
L'astrazione a cui è interessato Fedele Boffoli è un tentativo, peraltro riuscito, di indagare le relazioni e il modo in cui lo spazio crea tensione. L'astrazione (in tutti i campi della cultura) è per questo artista un fatto di impulsi istintivi e frammenti di memoria personale, fino ad arrivare ad opere cariche di potenzialità intellettuali, ma al tempo stesso ricche di coinvolgenti strutture emozionali, sia nella pittura, nel teatro, fotografia e performances. Si tratta di un'arte socialmente impegnata, un'arte che non supplisce alla realtà, ma la amplia come un atto di conoscenza, non la copia, non la limita, ma la ripercuote.
Che dire, poi, del "Cerchio Magico" che conferisce simboli e significati al percorso del drappo bianco (la natura primigenia e incontaminata), per arrivare, attraverso l'attore (categoria umana), l'azione (veicolo percettivo per l'uomo), l'arte (realizzazione dell'opera interiore), l'identificazione del drappo (scoperta dell'unità delle cose), alla liberazione del drappo (restituzione dei significati alla loro origine). Semplicemente geniale! Come il "Ciclo della Vita" nella Metempsicosi: un punto che, partendo da Dio, viene scagliato nello spazio e che attraverso cerchi concentrici ritorna al Creatore, dopo la purificazione dell'anima.
Grazie all'astrattismo in senso generale il mondo dell'arte può fare ancora oggi miracoli, come i lavori di Fedele Boffoli, il cui miracolo consiste nel proporre tematiche cariche di mistero, offerte agli occhi e alla riflessione dello spettatore incantato. Boffoli non è astratto nel senso che "ab-trea" (astrae) dal reale. Egli ingaggia un furibondo corpo a corpo con la realtà primaria che coincide con la forza dell'Essere e con la capacità di seduzione. Se non fosse per l'opera di autori dell'arte moderna come Fedele Boffoli, l'arte astratta, una volta liberata da ogni legame con la resa oggettuale, potrebbe restare vittima della monotonia dell'ornamento. L'opera del giovane Maestro si è dimostrata, al contrario, straordinariamente multiforme e atta ad accogliere nuovi contenuti. A Boffoli sembra non iteressare tanto la pittura in sè stessa, dunque il mezzo, quanto l'espressione personale, che è sempre di difficile definiozione; non interessa tanto una pittura dipinta su tela (immagine) quanto un messaggio del mondo interiore, che emerge inatteso ed enigmatico. Per gli artisti come Fedele Boffoli l'arte in generale rappresenta un "mezzo di comunicazione" verso la volontà di esprimersi e che porta ad opere che vivono di contenuti molto interiorizzati, nei quali si manifestano desideri, sogni, nostalgie, ma anche aggressività ed ironia. Le nuove generazioni come quella di Boffoli cercano nelle loro opere una definizione del loro rapporto col mondo odierno. Essi si identificano, in modo personale, nella sensibilità generazionale, nella quale il bisogno di comunicare e la solitudine hanno lo stesso posto della rabbia e della ribellione. E allora, gli uomini come me, i non più giovani, quelli che hanno la pretesa di "criticare", rimangono titubanti e un po' imbarazzati davanti a tanta giovane sapienza, tanto da far considerare il loro lavoro non più un'arte, ma una specie di "scienza".
Se così fosse, il critico non avrebbe più ragione di esistere: si è mai visto criticare la fisica, la matematica o la chimica? Definirei l'opera di Fedele Boffoli, per i pensieri, la filosofia e il cotentenuto culturale: "Arte Totale", riallacciandomi e condividendo il pensiero di John Cage che considerava la musica, la pittura, il teatro e la filosofia dell'arte, il naturale completamento del "vero uomo astratto moderno".
Opere dell'artista possono essere visionate a questo indirizzo internet:
- www.artepensiero.it/fedele_boffoli.htm -
- anforah.altervista.org -

Contatto: E-mail .

Eraldo Di Vita  
OPERE
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Riflusso
1998
L'onda della vita
1998
Fecondation
1998
Voragine
2000
Botto
2002
Cigno
2003
Fototeatro Didascalico
Cerchio Magico - 1998

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